I Grandi Musei Dal Louvre all’Ermitage tour virtuale dei capolavori

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A Paolo Giovio, un giorno, viene un’idea. L’umanista amico delle celebrità  del Cinquecento, e di casa alla corte dei papi, decide di costruire un grande palazzo dove sistemare sculture e ritratti, secondo un percorso espositivo ben studiato. Deve essere una “casa delle Muse” aperta ai visitatori. Il museo moderno nasce da qui: dalla villa di Borgo Vico, vicino Como, sorta tra il 1537 e il 1543. Nella prima sala si celebrano, raffigurati, Apollo e le nove protettrici delle arti, appunto. Seguono, nelle altre stanze, trecento ritratti di pontefici, imperatori, scrittori. Ci sono Dante e Thomas More; Petrarca ed Erasmo da Rotterdam. I quadri vengono accompagnati da lunghe “didascalie” di Giovio: gli Elogia. Per ogni personaggio si elencano gesta e aneddoti della vita. Ma il “tempio della fama” realizzato dall’umanista dura poco. Con la morte del proprietario, nel 1552, si conclude anche l’esperimento: solo trent’anni dopo quella collezione è divisa tra gli eredi. E la villa stessa, alla fine del Seicento, non esiste più.
Eppure lo spirito con cui viene fondato quel primo museo dell’età  moderna non si perde. Soffia verso la Firenze dei Medici, che dal 1591 aprono le porte della Galleria degli Uffizi, scrigno della raccolta di famiglia, a quanti chiedono di vederla. Roma segue l’esempio: sotto Clemente XII, nel 1734, il pubblico può entrare per la prima volta ai Musei Capitolini. Nella Francia rivoluzionaria, l’arte diventa un diritto di tutti i cittadini e così il Louvre, il 10 agosto 1793, si spalanca ai parigini. Nell’Ottocento per i sovrani europei diventa la prassi: i Borbone di Spagna svelano il loro Prado (1819); a Berlino si inaugura l’Altes (1830); nel 1852, Nicola I permette agli abitanti di San Pietroburgo, e non solo, di entrare finalmente nelle sale dell’Ermitage.
Sono ancora questi alcuni tra i musei d’Europa più importanti, quelli che fanno il pieno di visitatori ogni anno. E adesso una serie di 15 dvd in uscita da domani con Repubblica e L’Espresso (a 7 euro in più) – I grandi musei d’Europa – permette di visitarli in modo nuovo. Si percorrono come fossero nell’ora di chiusura, in un tour virtuale guidato dentro sale vuote di spettatori. Le opere, lasciate finalmente sole, possono essere viste da vicino. Ogni dvd è accompagnato da un libretto che illustra la storia del singolo museo con i percorsi e i capolavori principali lì raccolti. Si parte dalla Galleria degli Uffizi di Firenze per proseguire poi, ogni venerdì, con il Museo d’Orsay di Parigi, la National Gallery di Londra, la Galleria Borghese di Roma, l’Ermitage di San Pietroburgo, il Prado di Madrid. E ancora: il Kunsthistorisches di Vienna, il British di Londra, il Louvre di Parigi, l’Archeologico di Napoli, il Palazzo Ducale di Venezia. Concludono la collana la Gemà¤ldegalerie di Berlino, il Quai Branly di Parigi, l’Accademia di Firenze e il Museo Reale di Belle Arti di Bruxelles. Non sono previste file di attesa.


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