REDDITO DI BASE, UN DIRITTO FONDAMENTALE

Loading

Dinanzi a questa crisi infinita, che produce sempre più disoccupazione e povertà  di massa e all’incapacità  delle classi dirigenti di intervenire per ridurre i danni sociali, riteniamo sia il momento di rilanciare l’esortazione in favore di un reddito di base incondizionato, come concreta opzione per garantire, nell’immediato, la possibilità  di una vita degna alle persone più drammaticamente colpite da insicurezza e impoverimento e, in prospettiva, per auspicare e realizzare un’altra idea di società .
Nei movimenti di cittadini che si mobilitano per rispondere alla crisi c’è una diffusa richiesta di trasformazione delle politiche pubbliche, in favore di maggiori interventi garantistici, per il riconoscimento di diritti sociali universali e il ripensamento del modello di sviluppo, oltre e contro la finanziarizzazione dell’economia. Come nella “grande trasformazione” degli anni ’30/’40 del Novecento, diviene fondamentale la lotta per il mutamento delle politiche di intervento pubblico. La crisi non lascia alternative: bisogna arrivare alla definizione di nuovi diritti in grado di garantire l’uguaglianza e la dignità  della persona, ed uno di questi – quello su cui muovere – è proprio il reddito garantito.
Questa rivendicazione esprime il diritto fondamentale alla vita: è un diritto sociale, ma è anche una garanzia di libertà , che permette di sfuggire al ricatto della povertà , dell’insicurezza, della precarietà  e dell’esclusione sociale. Una garanzia di libertà  oltre che un diritto sociale, perché favorirebbe anche una nuova idea di partecipazione al lavoro, facendo sì che questo sia il frutto di una libera scelta e non più una semplice merce, svalorizzata a piacere dal capitale. Il riconoscimento di un reddito garantito permetterebbe poi di ripensare il ruolo della democrazia – nel combattere la finanziarizzazione dell’economia – e non solo dei sistemi di welfare, della qualità  della vita e del lavoro.
Un reddito di base incondizionato sarebbe in grado di rispondere alle emergenze attuali e allo stesso tempo di porre in critica l’attuale modello di sviluppo, andando incontro dunque alle istanze di cambiamento che vengono da quei movimenti europei che il 15 ottobre scenderanno nelle strade d’Europa per rivendicare giustizia sociale, dignità  e nuova democrazia.
Per tutto questo, e riprendendo le campagne in favore del reddito di base portate avanti dal Basic Income Network – Italia, della rete mondiale del Basic Income Earth Network, invitiamo le forze sociali, politiche e sindacali ancora sensibili alla tutela della dignità  dell’essere umano a farsi portatrici di una campagna ormai necessaria in favore di un reddito di base incondizionato e a far riecheggiare nelle strade d’Italia e d’Europa, anche il 15 ottobre, la rivendicazione di un reddito garantito come diritto fondamentale per una reale democrazia ora.
Giuseppe Allegri, Piero Bevilacqua, Giuseppe Bronzini, Arturo Di Corinto, Luigi Ferrajoli, Andrea Fumagalli, Luciano Gallino, Stefano Giubboni, Sandro Gobetti, Fausta Guarriello, Maria Rosaria Marella, Cristina Morini, Giovanni Orlandini, Mauro Palma, Stefano Rodotà , Chiara Saraceno, Rachele Serino, Luca Santini, Guido Viale


Related Articles

Province, caccia alle deroghe Pd e Pdl si alleano per salvarne tre

Loading

Mobilitati per Terni, Isernia e Matera: in ogni regione almeno due enti

50 mila firme per il reddito minimo Ora la proposta di legge c’è

Loading

Costa 10 miliardi di euro all’anno, 600 euro al mese ai precari. Ferrajoli e Rodotà : «Dopo l’aborto e il divorzio, è una misura di dignità »

Proroga Ilva, il no di ambientalisti e sindacati

Loading

Taranto. Il decreto del governo non raccoglie consensi: dà tempo fino al 30 giugno per presentare le offerte di acquisto, ma di fatto sospende tutto fino all’autunno. Mettendo a rischio così nuove commesse e lo stesso piano di bonifica

No comments

Write a comment
No Comments Yet! You can be first to comment this post!

Write a Comment