De Magistris: la camorra dietro i roghi. Caldoro indagato: pronto a dimettermi

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NAPOLI – Boicottaggio organizzato con una regia criminale. Strategia della camorra. È l’ultima inquietante verità  dell’emergenza rifiuti a Napoli. Parola del sindaco Luigi De Magistris. Un allarme del primo cittadino che svela i contenuti di una delle tre inchieste aperte in questi giorni. Che riguarda i roghi notturni dei cumuli di spazzatura. Perché i rifiuti bruciati seguono canali diversi per lo smaltimento, affidati a ditte diverse. Costo: mille euro a tonnellata. Chi le brucia?, si chiedono i magistrati della Dda. Persone guidate dalla camorra, gruppi organizzati pagati a provvigione. Interesse economico criminale perché, si fa intendere, i napoletani non si alzano in piena notte per bruciare la spazzatura. Oltre al “vantaggio” di destabilizzare le istituzioni cittadine. Ma sono anche altri due i fronti investigativi. Se la camorra agisce in strada, si indaga sulle responsabilità  a livello istituzionale con l’inchiesta per epidemia colposa e omissione di atti d’ufficio, sulla base di una relazione della epidemiologa Maria Triassi. In realtà  una vera e propria informativa di reato cui seguirà  nei prossimi giorni l’analisi dei dati sui consumi di farmaci per le allergie e crisi respiratorie a Napoli. Inchiesta con un pugno di nomi nel registro degli indagati rappresentanti delle istituzioni per aver omesso azioni che avrebbero potuto evitare l’emergenza. C’è il governatore della Campania Stefano Caldoro. Pur avendone i poteri e in presenza di uno stato di emergenza non ha trasferito i rifiuti fuori provincia. Una omissione che avrebbe esposto i cittadini al pericolo di epidemia. Interviene lo stesso Caldoro con una nota: «Appena possibile fornirò, nello spirito della piena collaborazione istituzionale, tutte le informazioni, anche documentali. Eventualmente fossero provate responsabilità  penali per fatti commessi inconsapevolmente, e siamo convinti di aver fatto fino in fondo tutto il nostro dovere, non esiterei a dimettermi da presidente della regione». Terza inchiesta quella sulla realizzazione e gestione degli impianti per il trattamento dei rifiuti. Tre fronti aperti alla vigilia di una settimana decisiva, con il Consiglio dei ministri chiamato a decidere sul decreto annunciato dal ministro Stefania Prestigiacomo per superare la decisione del Tar del Lazio che ha bloccato i trasferimenti dei rifiuti dalla Campania verso altre regioni. Decreto su cui pesa il veto netto della Lega. Ieri sera Umberto Bossi da Magenta ha ribadito: «Non voteremo questo decreto imbroglio». E rivolto a Berlusconi: «Il premier nomini commissario ai rifiuti De Magistris così vedremo se scappa di fronte ai problemi». Il leader leghista ha poi concluso: «Il nord non si può più fare carico dei problemi del sud». E se la maggioranza è divisa sul fronte opposto il Pd chiede a Berlusconi di dichiarare fino a dicembre lo «stato di emergenza» mentre il segretario Pierluigi Bersani chiosa: «Se il governo si paralizza in situazioni del genere, significa che il governo non c’è più».


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