“Liberalizziamo la cannabis” E in Lombardia la Lega si spacca

by Sergio Segio | 7 Gennaio 2014 9:45

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MILANO — La Lega si spacca sulla liberalizzazione della cannabis. A fare il primo passo ieri è stato il maroniano Gianni Fava, assessore regionale all’Agricoltura del Carroccio. «Credo che valga la pena cominciare a parlarne seriamente — ha cinguettato su Twitter — Il proibizionismo ha fallito». A sorpresa, la sua frase è stata subito ritwittata dall’ex segretario federale leghista e governatore Roberto Maroni. Passa una manciata di minuti è arriva, però, la doccia fredda del nuovo segretario federale del Carroccio Matteo Salvini: «La liberalizzazione della cannabis non è una nostra priorità — precisa — Semmai dovessimo impegnarci per una battaglia contro l’ipocrisia, scegliamo la prostituzione. Entro quest’anno proporremo un referendum per far diventare la prostituzione un mestiere regolamentato. Sulla cannabis ognuno può pensarla come vuole, ma per il momento non vedo spazi di discussione».
A questo punto arriva anche il retromarcia di Maroni, che precisa: «Un mio collaboratore ha per errore ritwittato Fava sull’antiproibizionismo. Giusto discutere di tutto, ma non condivido questa apertura». Fava, però, insiste. All’Huffington post chiarisce il suo pensiero. «La mia è una posizione personale che non coinvolge il partito. Sono sempre stato contrario al proibizionismo. In gioventù votavo per la Lega antiproibizionista. Se sto dentro la Lega è perché mi sento un uomo del Nord, non posso dire di condividere tutta la linea del mio partito. È anche normale che sia così». Aggiunge: «Trovare marijuana è facilissimo per tutti, ovunque…Vietarla dunque non serve a niente se non a riempire le carceri e le tasche dei trafficanti. La cannabis fa male? Questo argomento lo lascerei ai medici. Anche alcol e tabacco fanno male, ma nessuno pensa di proibirli». Non è la prima volta che qualcuno nella Lega apre alla liberalizzazione nonostante il Carroccio abbia contribuito nel 2006 all’approvazione della legge Fini-Giovanardi che equiparò le sanzioni sulle droghe leggere e quelle pesanti. Il leghista veneto Matteo Toscani nel 2012 ha promosso una legge che ha consentito la distribuzione di farmaci a base di cannabinoidi. Caustico il Pd Alessandro Alfieri: «La
Lega è ormai alla frutta».

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