«Polizze Rc auto troppo care per le famiglie»

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ROMA — «Dal settembre 2012 al maggio scorso il prezzo medio delle polizze Rc auto è diminuito di circa il 6%. Incluse le tasse siamo scesi da 560 a 525 euro, con una riduzione di 1,5 miliardi». Aldo Minucci — presidente dell’Ania, l’associazione delle imprese assicuratrici — risponde alle accuse arrivate nei giorni scorsi dall’Antitrust, abbiamo le «polizze le più care d’Europa», e dall’Ivass, l’istituto di vigilanza del settore, che aveva parlato di «ingiustizia grave» con prezzi che «possono e devono scendere». Ma il dato annunciato da Minucci all’assemblea dell’Ania non chiude il caso. Lo si capisce dalla prudenza con cui viene accolto dal ministro dello Sviluppo economico, Flavio Zanonato: «Lo monitoreremo per capirne meglio la composizione e il suo consolidarsi nel tempo». E dall’intervento che dallo stesso palco fa proprio il presidente dell’Ivass, Salvatore Rossi, che annuncia come a giorni l’istituto di vigilanza e l’Antitrust avvieranno un confronto per «rimuovere eventuali impedimenti alla concorrenza» e «creare le condizioni per una riduzione strutturale dei prezzi».

«Dopo una prima ricognizione — ha detto Rossi — Ivass e Antitrust avvieranno un confronto con l’industria assicurativa, con gli intermediari, con i consumatori, in modo da raccogliere i contributi di tutti». Nuove regole, insomma, in particolare sul risarcimento diretto, il meccanismo introdotto nel 2007 in base al quale è la propria assicurazione a pagare i danni. Su altri punti Ania, Ivass e governo, sembrano d’accordo: come la possibilità che diventi obbligatoria per le auto di nuova fabbricazione la «scatola nera», il meccanismo che registra i movimenti della macchina riducendo gli spazi per le truffe. O la tabella che fissi per tutto il territorio nazionale i risarcimenti per i danni alla persona, che le compagnie attendono da sette anni.

Ma il vero nodo è la riduzione dei prezzi, e qui l’azione va al di là della semplice moral suasion. La Rc auto pesa sulle famiglie per 13 miliardi di euro l’anno, più di tre volte l’Imu sulla prima casa. La polizza porta via il 2% del reddito medio di una famiglia, il 6% per le più povere. La crisi ha peggiorato le cose, probabilmente le peggiorerà ancora. «La questione — dice ancora Rossi, che è anche uno dei saggi nominati a suo tempo da Giorgio Napolitano — assume contorni di stabilità sistemica» e le «compagnie devono essere molto attente alla questione» perché «ne va della loro reputazione». Entro ottobre il sottosegretario allo Sviluppo economico, Simona Vicari, promette un intervento in materia, in base al lavoro fatto dal tavolo di confronto da tempo attivo al ministero.

Naturalmente c’è anche l’altra faccia della medaglia, e cioè i costi a carico delle assicurazioni, a partire dalle tasse che pesano sulle polizze italiane più che nel resto d’Europa. Nel 2012 il numero degli incidenti è calato del 15%, perché l’auto si usa di meno, ma il costo medio è salito del 6%. E ci sono più di 3 milioni di veicoli che circolano senza assicurazione, una voce ufficializzata per la prima volta dall’Ania, mentre finora ci si era dovuti accontentare delle stime Aci, in realtà ancora più alte. L’Ania è pronta a discutere sulle nuove regole. Ma invita pure a considerare le compagnie — come ha fatto il presidente Minucci — non solo come le aziende che incassano i soldi della Rc auto: «Il nostro è l’unico settore che dal 2008 non ha ridotto il numero dei lavoratori. E abbiamo aumentato la quota di titoli pubblici italiani in portafoglio. Abbiamo uno stock di 220 miliardi di euro, l’11% del debito pubblico».

Lorenzo Salvia


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