E tra slogan e applausi dei turisti gli operai Alcoa sbarcano a Roma
ROMA — Sono sbarcati ieri mattina a Civitavecchia e dal pomeriggio stanno manifestando davanti al ministero dello Sviluppo Economico i lavoratori dell’Alcoa di Portovesme. E rimarranno lì anche oggi in attesa del vertice che dovrà decidere le sorti del loro stabilimento. Una lunga marcia verso Roma (il viaggio in traghetto da Cagliari è stato offerto dalla compagnia di navigazione) che i 56 dipendenti della fabbrica di alluminio, volevano percorrere a piedi per far conoscere alla gente il loro dramma. Dopo aver attraversato Civitavecchia, hanno imboccato l’Aurelia verso la capitale preceduti da uno striscione: «Lavoratori di Portovesme in lotta per l’occupazione ». Tanti i bagnanti che, lungo la strada, hanno espresso la loro solidarietà : «Non mollate, siamo con voi», gridavano i villeggianti. Strette di mano, applausi, molti bagnanti hanno raggiunto la strada per stringere la mano agli operai sardi o per offrire loro bevande e cibo. «La gente è con noi — hanno detto i sindacalisti — solo le istituzioni ci ignorano ». Alle porte di Santa Marinella, località balneare a nord di Roma, però, i lavoratori sono stati fatti salire su un pullman: la polizia riteneva pericoloso camminare su una grande arteria come l’Aurelia. E, nel primo pomeriggio, i dipendenti dell’Alcoa sono arrivati a piazza Barberini e da qui, dopo un breve sit-in al grido «Lavoro, sviluppo, occupazione », hanno raggiunto a piedi l’ultima tappa del loro lungo viaggio, il ministero di via Veneto dove oggi è previsto l’incontro sul futuro dell’impianto Alcoa. «È inammissibile che il governo e le istituzioni locali siano arrivate a fine agosto prima prendere un’iniziativa per evitare la chiusura dell’unica fabbrica italiana d’alluminio prevista per il 3 settembre — ha spiegato Rino Barca della Cisl — Chiediamo all’esecutivo di raggiungere un accordo con la multinazionale ci si dice interessata a rilevare la fabbrica entro le prossime 48 ore».
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