Rilanciato lo Scudo, scontro con la Russia

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A Pratica di mare fu creato il Consiglio Nato-Russia, una decisione nella quale l’Italia ebbe «un ruolo fondamentale», ha ricordato il «tecnico» Terzi. Che rilancia la balla colossale, raccontata tra colonnine di plastica agli ingressi dell’aeroporto militare presso Roma, da Berlusconi come «ingresso di fatto della Russia nella Nato».
Comunque, per capire quanto siamo ancora dentro annunci finti e sostanziali disaccordi, basta pensare che l’annunciato incontro bilaterale tra il ministro degli esteri russo Serghei Lavrov e il segretario di Stato Usa Hillary Clinton, in programma per ieri a Bruxelles, a margine del Consiglio Russia-Nato, non ha portato alcun risultato. Nonostante le attese «meno retoriche» da parte della Nato, per via della fine della campagna elettorale a Mosca: lo riferisce una fonte non meglio precisata all’agenzia statale Itar-Tass. Anzi la notizia è che non ci sarà  nessun Consiglio Russia-Nato nel vertice vero e proprio a Chicago, il 20 maggio prossimo. «Sarà  difficile avere un summit Nato-Russia in Chicago, ma avrò presto un incontro bilaterale con il presidente russo Putin»: così infatti ha riferito il segretario generale della Nato Anders Fogh Rasmussen. «Putin ha un’agenda interna molto piena», ha motivato Rasmussen. «Il fatto che non si tenga il summit a Chicago non è un dramma: le nostre relazioni non dipendono da un meeting, perchè sono relazioni a lungo termine», ha assicurato il capo della Nato. 
Ma il nodo fondamentale, quello dello Scudo antimissile voluto a tutti i costi dagli Stati uniti, ora soccorsi dall’Alelanza atlantica, a ridosso dei confini russi resta e riapre lo scontro con Mosca. Al punto che, per l’ennesima volta – e per l’ennesima volta. poco credibilmente – Rasmussen ha dovuto ribadire che lo scudo antimissile che la Nato sta mettendo in piedi «non è diretto contro la Russia», anche perchè «noi non consideriamo la Russia una minaccia per le popolazioni della Nato e la Russia non dovrebbe considerare la Nato una minaccia». E poi la Nato «non usa la forza contro i suoi partner», ha aggiunto Rasmussen, anche se, ha concluso, «la migliore rassicurazione possibile» per Mosca è che questa «si impegni con noi nella difesa missilistica».


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