Senegal, scontri in piazza prima del voto Tra i feriti in piazza c’è Youssou N’Dour

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A quattro giorni dalle elezioni continua il braccio di ferro tra il presidente Abdoulaye Wade e le forze coalizzate nel Movimento 23 giugno (M23), un arcipelago di formazioni politiche e della società  civile che a forza di mobilitazioni di piazza nutrono ancora la speranza di costringere l’anziano leader senegalese al ritiro. Disordini sono scoppiati per l’ennesima volta martedì sera a Dakar, quando i manifestanti anti-Wade hanno provato a forzare il blocco della polizia in piazza dell’Indipendenza. Nel parapiglia è rimasto ferito l’ormai ex cantante e stella internazionale della musica africana Youssou N’Dour, che aveva appena finito di arringare la folla dall’alto di un pick-up. Il suo consigliere per la comunicazione ha confermato che il leader del movimento Fekké ma ci boole (Io ci sono quindi conto) «è stato colpito da un lacrimogeno alla gamba sinistra, è ricorso alle cure mediche ma non intende farne un affare di stato». N’Dour in si è ritirato dalle scene musicali per candidarsi alle presidenziali, ma la Corte suprema, controllata da Wade, lo aveva escluso dalle urne. Autorizzando invece l’85enne presidente a correre per un terzo mandato, malgrado il limite di due imposto dalla Costituzione. Ora l’M23 promette di rendere ingovernabile il paese, se Wade non mollerà . 
In vista del voto a Dakar è arrivata anche la delegazione di osservatori dell’Unione africana. La guida l’ex presidente nigeriano Olusegun Obasanjo, che a sua volta fu costretto a rinunciare a un terzo mandato per le proteste dell’opposizione. Obasanjo ha tra l’altro ricordato che fu proprio Wade a consigliargli di farsi da parte, «quindi – ha detto ironicamente – nessuno è messo meglio di lui per darsi dei consigli». Oltretutto l’ultimo impegno internazionale di Wade, proprio per conto dell’Ua, fu quello di recarsi a convincere Gheddafi, in piena «rivoluzione libica», che forse era arrivato il momento di lasciare il paese. 
Domenica si potrà  votare anche a Milano, grazie a un accordo tra il comune e il consolato senegalese, con 8 seggi aperti tra le 8 e le 18. Sono 4190 i cittadini senegalesi residenti in città  e iscritti nelle liste.


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