La prima mossa di Rajoy è una «stangata storica»
Lagrime e sangue sul 2012. Il premier conservatore Mariano Rajoy l’aveva annunciato per cui nessuna sorpresa ma questo non rende meno doloroso il «tijerazo», il colpo di forbici deciso ieri nel secondo consiglio dei ministri alla Moncloa, presenti Rajoy, la numero 2 del governo Soraya Saenz de Santamaria, i ministri dell’economia Luis de Guindos, del tesoro Cristobal Montoro e del lavoro Fatima Baà±ez. Una manovra che – fra tagli alla spesa pubblica per 8900 milioni, aumento delle imposte e intervento sugli statali – peserà per circa 15 miliardi. Ma i sacrifici chiesti agli spagnoli saranno ancora più pesanti. La vicepremier Saenz Santamaria ha rivelato che il deficit pubblico nel 2011 è stato dell’8% e non del 6% come sostenuto dal governo socialista di Zapatero.
Per cui, ha dichiarato la numero 2 di Rajoy, questo è solo «l’inizio dell’inizio». Nei giorni scorsi Rajoy aveva già messo le mani avanti, avvertendo che ogni punto di sforamento costerà al Paese ulteriori tagli da 10 miliardi, oltre ai 16,5 previsti per scendere dal 6% al 4,4% nel 2012. I dati definitivi saranno resi noti in febbraio. In quel momento scatterà la manovra bis.
Le misure decise ieri sono più ampie del previsto. «Siamo in una situazione straordinaria e imprevista che ci costringe a prendere misure straordinarie e impreviste», ha detto Saenz de Santamaria, annunciando «un pacchetto di riforme strutturali per correggere il deficit pubblico e ridinamizzare l’economia». Il 7 gennaio dovrebbe partire la riforma del mercato del lavoro (poteva mancare?).
La prima manovra dell’era Rajoy prevede tagli alla spesa pubblica da 8,9 miliardi, e maggiori entrate con l’aumento «temporaneo» di Irpef e Ici per altri 6 miliari circa, secondo il ministro Montoro. Il governo ha prolungato il congelamento degli stipendi pubblici deciso da Zapatero, azzerato il turnover per gli statali (il cui orario di lavoro crescerà di 2,5 ore settimanali a quota 37,5). La cura di dimagrimento sarà più leggera solo per sanità , educazione, fisco e forze di sicurezza, dove sarà sostituito il 10% di chi partirà . È stata decisa la riduzione del 20% delle strutture amministrative, la soppressione di 30 direzioni generali. E la scure si abbatte anche sui costi della politica, – «la casta» -con un taglio del 20% dei contributi pubblici a partiti e sindacati. L’aumento «temporaneo di solidarietà » dell’Irpef sarà «progressivo ed equo», limitato al 2012 e al 2013, ha detto Montoro. Sarà dello 0,75% per la fascia più bassa e del 7% dai 300mila euro in su. Rajoy ha provato a rendere meno amaro il calice di Capodanno con qualche misura sociale: le pensioni, congelate da Zapatero, rivalutate dell’1% dall’1 gennaio, l’aumento della luce fermato, prorogato l’aiuto di 400 euro al mese ai disoccupati senza altre risorse. È «una stangata storica» sintetizza El Pais online. L’addio, dopo il 2008, al miracolo drogato gli spagnoli lo pagano davvero adesso. E la stangata storica non è che la prima.
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