Unipol, tre anni e sei mesi a Fazio condannati Consorte e Caltagirone

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MILANO – Un filo conduttore. Dalla scalata Antonveneta a quella alla Bnl. Con l’ex governatore di Bankitalia, Antonio Fazio, perno centrale nel difendere «l’italianità  del sistema bancario italiano». Ad ogni costo. Quattro gli anni di condanna per come ha gestito la prima scalata gli sono stati inflitti a maggio. Tre anni e mezzo ieri, per la seconda. Questa volta non c’è al suo fianco Giampiero Fiorani, ma l’ex numero uno di Unipol, Giovanni Consorte, che si vede comminare la pena più alta: tre anni e 10 mesi. Tre mesi di meno per il suo ex vice, Ivano Sacchetti e per Carlo Cimbri (attuale amministratore delegato della compagnia assicurativa bolognese).
In totale gli imputati erano sedici e dovevano rispondere di reati come l’aggiotaggio, l’insider trading e l’ostacolo agli organi di vigilanza. Tra le persone condannate spiccano anche i nomi dei «furbetti del quartierino» dell’estate 2005: Stefano Ricucci, Danilo Coppola ed Emilio Gnutti (per cui i pm Luigi Orsi e Gaetano Ruta avevano chiesto l’assoluzione). Tutti condannati a 3 anni e mezzo di carcere. Identica sorte è toccata a Gaetano Francesco Caltagirone, editore de il Messaggero, Il Mattino e il Gazzettino, e anche vicepresidente di Monte Paschi Siena (ieri è trapelata l’indiscrezione di una sua possibile autosospensione). E gli stessi 3 anni e mezzo sono stati inflitti all’europarlamentare del Pdl, Vito Bonsignore, agli imprenditori bresciani, Ettore e Tiberio Lonati e all’immobiliarista Giuseppe Statuto. Tutti, secondo le indagini dei pm Orsi e Ruta, avrebbero partecipato alla controscalata per contrastare il banco di Bilbao.
Il collegio, presieduto da Giovanna Ichino, ha invece assolto l’ex capo della vigilanza di Palazzo Koch, Francesco Frasca, e i banchieri Alberto Berneschi, Filippo De Nicolais, Rafael Gil Alberdi, Giulio Grazioli, Divo Gronchi, Giovanni Zonin, e l’attuale presidente di Unipol, Pierluigi Stefanini.
«Sono sempre più costernato», è il primo commento dell’ex governatore di Banca d’Italia, dopo la lettura della sentenza. I suoi legali hanno annunciato ricorso. Mentre Consorte, rivendicando la bontà  dell’operazione Unipol, annuncia che andrà  in giro «per l’Italia a spiegare la genesi dell’operazione, concepita da Unipol come un’operazione industriale, e come si siano inserite una serie di attività  politiche strumentali che ne hanno distorto la finalità  e il significato».
I guai per i principali protagonisti di questo affaire, non hanno ripercussioni solo penali. In attesa dell’appello, il Banco di Bilbao avrà  diritto a un risarcimento che sarà  quantificato in sede civile, ma nel frattempo, i giudici gli hanno riconosciuto una provvisionale di 15 milioni di euro. Saranno gli imputati Fazio, Consorte, Sacchetti, Cimbri, Bonsignore, Caltagirone, Coppola, Ricucci, Statuto e i fratelli Lonati, «in solido», a doverli sborsare dopo la pubblicazione delle motivazioni. Consob, invece, potrà  ottenere 100 mila euro da Consorte, Sacchetti e Cimbri. Tra le pene accessorie, per tutti gli imputati scatta anche l’interdizione di 5 anni dai pubblici uffici e l’incapacità  di contrattare con la pubblica amministrazione per due anni.


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