Richieste d’asilo dimezzate, Arci: “Italia paese-fortezza”

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Nel 2009 i richiedenti asilo sono stati 17.500. Filippo Miraglia commenta i dati Eurostat: “L’Italia si conferma sempre più un paese le cui frontiere nell’intenzione del ministro Maroni devono restare chiuse anche se chi bussa è in fuga dalle guerre"

ROMA – “L’Italia si conferma paese ostile persino ai rifugiati”. Lo dichiara Filippo Miraglia, dell'Arci nazionale, commentando i dati dell'ufficio statistico comunitario Eurostat che rende noto il numero delle domande presentate paese per paese dai richiedenti asilo e le risposte che hanno ricevuto i singoli richiedenti. I dati riguardanti l'Italia confermano che nel 2009 i richiedenti asilo sono stati 17.500, numero drasticamente dimezzato rispetto all'anno precedente, come già denunciato dall'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati. Con 47.600 domande, la Francia risulta il paese con il maggior numero di richiedenti asilo, seguita da Germania (31.800), Regno Unito (30.300), Svezia (24.200), Belgio (21.600).

 “Nel 2008 – si legge in una nota - con un numero di richieste comunque inferiore a quello di altri paesi, il ministro Maroni lamentava l’impossibilità dell’Italia a far fronte alle richieste e chiedeva un impegno degli altri paesi europei. Oggi che c’è stata questa imponente riduzione, frutto anche della inumana politica dei respingimenti, il governo dovrebbe inaugurare una nuova stagione dell’accoglienza e assumersi le responsabilità che competono anche al nostro paese. Invece si rafforza l’accordo bilaterale stretto con l’Egitto per contrastare la partenza di migranti da quel paese verso l’Europa e Maroni intende stringere simili accordi con altri paesi africani”.

 “L’Italia si conferma sempre più, dunque, come paese-fortezza, le cui frontiere – nell’intenzione del ministro della Lega – devono restare chiuse e non importa se chi bussa alle nostre frontiere è in fuga da guerre, persecuzioni o povertà e meritevole di tutela in base al diritto internazionale. Da parte nostra continueremo a opporci in ogni modo a simili scelte politiche che non rispettano né le convenzioni internazionali, né la nostra Costituzione, né la solidarietà che si deve a ogni essere umano.

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